Fenomeni paranormali. Intervista a Daniele Cipriani, fondatore dell’associazione Ghost Hunters Roma

ROMA, 3 DICEMBRE 2018 – Studiano e rilevano da un punto di vista scientifico i dati nel campo del paranormale. L’associazione Ghost Hunters ha sede a Roma ed è attiva dal 2006. Abbiamo raggiunto il suo fondatore e presidente, Daniele Cipriani, per capire le attività oggetto di studio dell’associazione, attraverso quali mezzi vengono effettuate le “indagini” e come sono trattati i casi una volta accertata l’esistenza di fenomeni “anomali”.

Daniele, quanti anni avevi quando hai iniziato ad occuparti del paranormale? C’è stata un’esperienza in particolare?

“Iniziai il mio viaggio nel mondo della ricerca in età preadolescenziale. L’evento scatenante fu un fenomeno molto forte vissuto all’interno della casa di alcuni miei amici. Decidemmo di trascorrere un weekend insieme per svago e divertimento, ma ad un certo punto iniziarono a manifestarsi fenomeni ‘anomali’. Un posacenere di dimensioni considerevoli si spostò di almeno mezzo metro davanti ai miei occhi e alcuni apparecchi elettronici si accesero spontaneamente nonostante non avessero la spina inserita. Questo evento aprì violentemente le porte della mia curiosità, alla ricerca di una spiegazione valida e volenteroso di comprendere cosa accadde quella notte, decisi dopo anni di studio e sperimentazione di fondare l’associazione GHR”.

 

Qual è l’oggetto di studio di Ghost Hunters?

“Chi fa ricerca sul campo cerca prove oggettive dell’esistenza di fenomeni anomali attraverso fotografie, video, audio e rilevazione di parametri ambientali. L’oggetto di studio non è solo la ricerca del fenomeno in quanto tale, ma il tentativo di comprendere come la manifestazione stessa interagisca con l’ambiente circostante e con le persone che vi assistono, cercando correlazioni strumentali ed elaborando diverse teorie sul come e perché alcuni fatti accadono seppur sfuggano alle odierne spiegazioni della scienza tradizionale”.

Quali sono le figure professionali che fanno parte dell’Associazione? Vi avvalete anche di professionisti esterni?

Federico è responsabile del reparto fotografico, Speranza si occupa del reparto audio e delle registrazioni ambientali, Ezio di rilevazione e studio dei parametri ambientali, e Sandro dell’aspetto video. Ci siamo avvalsi nel corso degli anni di figure professionali diverse, da tecnici del suono a esperti di termografia passando per laboratori di ricerca, fino ad arrivare in alcuni casi a medici e teologi con i quali instaurare un rapporto di collaborazione sporadica ma molto soddisfacente”.

 

Di quali fenomeni vi occupate?

“Non basterebbero pagine e pagine per descriverli tutti. Tentando di riassumere, potremmo dire che oltre alla ricerca sul campo ci occupiamo di sensitività e medianità, telepatia, chiaroveggenza, precognizione, di tutti i fenomeni definibili come “Extrasensoriali”, di esperienze di pre-morte e molto altro ancora. Sono oggetto di studio ed interesse tutti quei fenomeni in seno alla ricerca psichica, che oltre a non avere una spiegazione scientifica, in qualche modo potrebbero indurci a ragionare sulla possibile esistenza di una vita dopo la morte”.

Quali sono i luoghi nei quali effettuate le vostre ricerche?

“Tutti. Quello dei castelli e delle antiche dimore è più un cliché, che altro. Abbiamo lavorato all’interno di esercizi commerciali, case private, hotel, pub, studi notarili. L’elenco potrebbe continuare ancora e ancora. Non esiste una correlazione tra la tipologia del luogo e l’insorgere di fenomeni anomali.  Si chiamano fenomeni spontanei proprio perché ad oggi non sappiamo come, quando e dove si manifesteranno. Al contrario, oggi sappiamo per certo, che potrebbero accadere praticamente ovunque”.

In che modo si procede alla verifica?

“Attraverso il monitoraggio strumentale dell’ambiente che siamo chiamati a verificare. Inizialmente avviene una verifica di tutti i parametri ambientali come temperatura, pressione, umidità, campi elettromagnetici ed altri. Questa prima fase serve a capire se i fenomeni descritti possano essere frutto di suggestione o possano essere originati da cause non paranormali. Successivamente si posiziona l’attrezzatura nei punti più sensibili. Camere termiche, registratori ultra sensibili, macchine fotografiche ad infrarossi ed ultravioletti, videocamere ad infrarossi e molto altro ancora. Poi si attende cercando di stimolare l’ambiente con delle domande, sperando in una risposta, o in un evento anomalo. Lo scopo è quello di scandagliare il campo dell’invisibile, quella porzione di spettro elettromagnetico che i nostri sensi, per via di una limitazione percettiva, non riescono a cogliere e che invece la strumentazione ci aiuta a ‘vedere’”.

Le vostre analisi vengono effettuate in modo gratuito. Ricevete molte chiamate?

“Le chiamate sono relativamente molte, parliamo di circa cinque o sei richieste di intervento al mese. Ovviamente non tutte sono credibili e molte non riguardano il nostro campo di ricerca. Con gli anni si impara a capire fin da subito quali possono essere interessanti e quali no. Ricerca, consulenza ed ogni attività dell’Associazione è sempre totalmente gratuita. Dove esiste lutto, dolore e situazioni di tensione emotiva, non deve assolutamente esistere nessuna forma di speculazione, mai”.

Una volta accertata l’esistenza di dati significativi, il vostro lavoro ha termine?

“Sì. Non entriamo nel campo spirituale, ci limitiamo ad oggettivare l’esistenza di fenomeni anomali in maniera scientifica. Dietro all’insorgere di un fenomeno paranormale esistono molteplici spiegazioni, potrà sembrare strano ma quella “spiritica” spesso è l’ultima da prendere in considerazione. Tralasciando le sciocchezze che vediamo in televisione e sui vari social network, ragionando con acume vien da sé che se scatto una fotografia ad una formazione antropomorfa ciò che ottengo è qualcosa che è emerso in maniera paranormale ma che non può essere ricondotto alla presenza spiritica di qualcuno. Non si hanno informazioni sufficienti per poterlo affermare. Riscontrata l’anomalia facciamo un passo indietro lasciando ai nostri committenti la decisione su come muoversi in base alle proprie convinzioni e credenze”.

Vi siete mai occupati di possessioni demoniache? Se sì, qual è stato l’esito?

“E’ capitato anche se non è direttamente il nostro campo. Nei casi analizzati le manifestazioni che si pensavano frutto di possessioni demoniache erano chiaramente causate da problemi di natura psichiatrica. Non mi sento però di asserire nulla con assoluta certezza in quanto i casi studiati sono pochi e non sono significativi per trarre una conclusione a favore o contro l’ipotesi della possessione. Se mi chiedete il mio pensiero al riguardo, sono convinto che non esista, ma qui entriamo in campo religioso e ognuno ha le proprie idee e le proprie convinzioni. Tutto rimane prettamente soggettivo”.

 Credit: Roberto Venegoni

Il vostro lavoro di ricerca è oggetto di numerosi apprezzamenti da parte della comunità scientifica. C’è un progetto di potenziamento all’orizzonte?

“Potenziamento di natura teorica, poi applicabile alla ricerca sul campo. Dopo tanti anni abbiamo sufficienti indizi di prova circa l’esistenza di fenomeni non spiegabili. Adesso è il momento di capire cosa c’è dietro a questi fenomeni e quanto sia influente la presenza di persone particolarmente sensibili durante le manifestazioni. C’è aria di rinnovamento attraverso un potenziamento dello studio sui medium, sui sensitivi e su tutta quella gamma fenomenica che sono in grado di produrre. Pur mantenendo prioritarie le ricerche sul campo, faremo viaggiare in parallelo anche lo studio pratico delle facoltà medianiche in relazione all’insorgere dei fenomeni”.

Il prossimo convegno al quale parteciperete?

“Abbiamo partecipato ad un convegno a Bologna sabato 1 dicembre. E’ stato organizzato dalle tre più importanti realtà della ricerca paranormale in Italia: AISM di Milano, CSP di Bologna e Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni. E’ stato un onore potervi partecipare in qualità di relatore. Uno dei nostri fini è che queste discipline possano essere divulgate sempre di più in maniera sana, lontano da ogni forma di becero sensazionalismo”.

Qual è il caso che vi ha dato maggiori soddisfazioni professionali?

“Il caso di un’abitazione privata all’interno della quale una mamma aveva perso la figlia in tenera età. Durante la ricerca, dal registratore sentimmo nitidamente la voce di una bambina dire ‘Salve Mamma’. Dopo la comprensibile emozione della donna, ci fu spiegato che quei due termini erano un gioco tra mamma e figlia che si ripeteva quasi ogni giorno e che le faceva divertire moltissimo. Per la signora fu un evidente segnale che la figlia, dovunque fosse, aveva lasciato un messaggio di amore per lei.  Forse anche noi, in quel caso, lasciammo da parte ogni remora di tipo scientifico e ci lasciammo andare ad un’ipotesi che seppur non verificabile neanche in quel caso, ci fece sognare e sperare che dopo la morte somatica, forse, si possa ancora comunicare con questo piano esistenziale”.

Per richieste di intervento, o per visionare il materiale archiviato in anni di ricerca, è possibile accedere al sito web: www.ghosthuntersroma.it

Si ringrazia Daniele Cipriani per la collaborazione

Luigi Cacciatori

Profilo dell'autore

Luigi Cacciatori
Luigi Cacciatori
Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

Luigi Cacciatori

Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

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