Attentato New York, il punto sulla strage di Manhattan

NEW YORK, 1 NOVEMBRE – Erano le 15 (ora locale) di ieri quando un furgoncino è piombato a tutta velocità su una delle più frequentate piste ciclabili di Manhattan e ha travolto, uccidendo, almeno otto persone. I feriti, invece, sarebbero una quindicina. Il bilancio delle vittime potrebbe salire nelle prossime ore.

Alla guida del mezzo, un ventinovenne di origini uzbeke residente a Tampa, in Florida, ma che viveva con la moglie e tre figli a Patterson in New Jersey, dove ha noleggiato il pick-up usato per la mattanza. Sayfullo Habibullaevic Saipov, questo il nome dell’aggressore, da quanto riportano i media locali, sarebbe arrivato negli Stati Uniti dal 2010. Lavorava come autista per Uber; a renderlo noto la stessa società all’Fbi. L’uomo è stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava ”Allahu Akhbar”.

Gli agenti gli hanno sparato, ferendolo ad una gamba. Trasportato in ospedale, ha subito un intervento chirurgico. Qualche ora dopo, il killer è stato interrogato: agli inquirenti ha rivelato che avrebbe continuato a uccidere se il furgoncino non si fosse scontrato con il pulmino di una scuola limitrofa. Secondo quanto reso noto dalla stampa americana, Sayfullo Saipov si sarebbe definito orgoglioso dell’attacco. Nel mentre, da un controllo approfondito sul computer dell’offender, gli investigatori hanno trovato materiale legato all’Isis.

In un primo momento si è ipotizzato che l’atto potesse essere classificato come un fatto di cronaca locale, ma ben presto si sono definiti i contorni della vicenda, bollata dagli organi preposti come un attacco terroristico di matrice islamica. Ad avvalorare la tesi, suffragata dalle autorità locali, il ritrovamento di un bigliettino vicino al furgoncino usato per la strage, nel quale l’autore dell’offensiva ha scritto che agiva per conto dell’Isis.

“Non dobbiamo consentire ad Isis di tornare o entrare nel nostro Paese dopo averli sconfitti in Medio Oriente e ovunque. Ora Basta!”. Sono queste le parole che il presidente Usa, Donald Trump, ha affidato ad un tweet. Il sindaco di New York Bill de Blasio, nel corso di una conferenza stampa con il capo della polizia Jim O’Neill e il governatore Andrew Cuomo, ha asserito che si è trattato di ”un atto terroristico particolarmente codardo”.

La rivendicazione ufficiale dell’attacco, da parte del sedicente Stato Islamico, non è ancora arrivata. Risulta possibile, però, almeno da quanto riportano alcuni siti statunitensi, che su internet siano stati trovati dei manifesti commemorativi, foto della strage, nonché fotomontaggi nei quali viene rappresentata la Statua della Liberà bruciare nelle fiamme. Tali pubblicazioni sarebbero apparse su alcuni profili jihadisti, con il chiaro e macabro intento di inneggiare l’attentato di New York.

Luigi Cacciatori

Immagine da: ilmessaggero.it

 

Profilo dell'autore

Luigi Cacciatori
Luigi Cacciatori
Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

Luigi Cacciatori

Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

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