Crimini e Disturbi mentali. Intervista allo Psicopatologo Forense e Criminologo Fabio Delicato

ROMA, 05 OTTOBRE 2017 – Il rapporto tra crimini, soprattutto quelli efferati, e disturbi mentali ha origini antichissime. A volte, i due fenomeni sono strettamente correlati: i crimini possono essere il risultato diretto del disagio o espressione di atti di follia e sofferenza psichica. La possibilità di commettere reati non riguarda, però, soltanto i soggetti affetti da problemi psichici ma anche individui mentalmente non disturbati.

Fabio Delicato – Psicopatologo Forense, Psicologo clinico, Criminologo e Direttore di Criminiseriali.it – spiega ai lettori le cause del comportamento antisociale e criminale e chiarisce che non tutti i crimini sono la conseguenza diretta di disturbi mentali.

Dottor Delicato, quali sono le motivazioni in base alle quali si possono commettere crimini?

“Le motivazioni possono essere le più disparate, dai reati d’impeto ai crimini pianificati con fini economici, dovuti a disagio sociale etc.; ma di sicuro le azioni devianti portano con sé sempre un duplice significato, così come sostiene la teoria dell’azione deviante comunicativa (cit. De Leo), ovvero che ogni azione ha due tipologie di effetti: il primo e più superficiale denominato “effetto strumentale”, l’altro più profondo è “l’effetto espressivo” il quale comunica qualcosa di molto profondo dell’autore, a seconda dei casi, e spesso è ad un livello di coscienza sommerso”.

Il crimine non è una problematica unicamente biologica o psicologica. Quali sono i fattori sociali-culturali-economici che possono spingere un soggetto a compiere un reato?

“Le dinamiche del crimine sono sempre costellate di numerosi fattori, non possiamo imputare solo ad alcuni di essi la responsabilità della devianza criminale; comunque molti studi dimostrano che alcuni di essi, soprattutto se in comorbilità con disagio psichico ed altri fattori assieme, hanno un peso specifico più grande. Ad esempio l’introiezione di certi valori alterati durante lo sviluppo infantile in certe subculture con disagio socioeconomico, unitamente ad uso di sostanze, oppure ad alcuni disagi psicologici, possono far aumentare il rischio di atti devianti. Ma attenzione, non è solo in culture socioeconomiche disagiate che avvengono crimini, anzi! E cito ad esempio i Crimini dei Colletti Bianchi, un tipo di criminalità agita a livelli di società molto alti, spesso truffe a danni di risparmiatori o dello Stato, perpetrati da bancari, broker, imprenditori (il caso Tanzi per citarne uno, oppure lo scandalo della Monte Paschi di Siena, o il caso Madoff in USA)”.

Psicopatologia e crimini. Esistono disturbi psichici specifici strettamente legati all’aggressività e al crimine?

“Alcune psicopatologie – Psicosi, Disturbo borderline di personalità Disturbo antisociale di personalità, ed altri – hanno in sé uno scarso controllo degli impulsi, oppure una mancanza di empatia, e spesso una forte aggressività; ciò spesso (non sempre) porta il soggetto ad avere problemi con la legge, ma nella maggior parte dei casi sono crimini d’impeto, o di disregolazione di impulsi etc. Difficilmente questi soggetti farebbero parte, ad esempio, di attività criminali stabili di tipo associativo (con le dovute eccezioni)”.

Quali possono essere i tratti di personalità di una mente criminale?

“Possono essere i più disparati, ma alcuni tratti legati ad esempio alle personalità antisociali come la mancanza di empatia, oppure alle personalità narcisiste o borderline aumentano il rischio di condotte criminali. Anche i tratti paranoici possono spesso innescare un circolo vizioso che talune volte può concludersi con acting out aggressivi”.

Alcune cause della delinquenza vanno ricercate all’interno della famiglia di origine. Di quali fattori predittivi si tratta? 

“Sicuramente l’educazione all’affettività ed alle regole ricevuta sin dalla primissima infanzia riveste un ruolo importante. Una famiglia disgregata, che non riesce a dare giusta affettività, controllo, educazione alla legalità ad un minore, ha una probabilità più elevata che questi crescendo cerchi strade alternative ai propri bisogni correndo il rischio di intraprendere strade devianti soprattutto se l’ambiente circostante favorisce tali azioni (non per forza ambiente di disagio economico, ma anche ad esempio giri di ragazzi “bene” e ricchi che sfidano le regole, fanno uso di sostanze etc.)”.

Malattia mentale e luoghi comuni. In che modo i mass media possono contribuire per evitare che si crei e alimenti lo stigma nei confronti delle persone affette da disturbi mentali?

“Il ruolo dei media e di una corretta ed adeguata informazione credo sia fondamentale. La correlazione, così come spesso viene posta dai media, tra il “pazzo” ed i crimini, non esiste! O almeno, ripeto, non è così come viene posta. Da moltissimi anni la scienza criminologica si pone questa domanda e ci sono molti studi un po’ contrastanti, ma di sicuro se c’è una correlazione, come pare ci sia, è minima. Inoltre, eccetto alcuni casi, i soggetti con psicopatologie psichiatriche molto gravi, ad esempio Psicosi di vario genere (schizofrenie etc.) hanno si un rischio maggiore di commettere crimini d’impeto, ma spesso sono isolati e casuali, dovuti a fenomeni allucinatori o deliranti ed a cause contingenti che possano averli scatenati, come il non prendere farmaci per un lungo periodo. Molte statistiche che confrontano le percentuali di crimini commessi da soggetti con psicosi rispetto a soggetti non affetti da psicopatologie dimostrano che c’è una leggerissima correlazione tra psicosi e crimini, soprattutto di un certo tipo. Ma se allarghiamo il campo alla totalità delle psicopatologie vediamo come le persone affette da patologia mentale in generale, siano forse anche meno pericolose rispetto a chi non ne è affetto! Questo perché spesso sono controllate, curate con psicoterapia e/o farmaci; ed i crimini che commettono raramente sono diversi da qualche crimine impulsivo, che potrà essere anche più di effetto e di impatto sociale, ma di fatto creano meno danni sociali rispetto a soggetti non affetti da psicopatologie, che ad esempio si associano per commettere crimini, sia di stampo mafioso che economico da colletti bianchi etc.

Per chiudere, il “mostro” può essere chiunque, non solo – ed anzi spesso non lo è – chi è affetto da Psicopatologie!”.

Si ringrazia il Dottor Fabio Delicato

Luigi Cacciatori

Credit: Alessandro Schiazza

 

 

Profilo dell'autore

Luigi Cacciatori
Luigi Cacciatori
Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

Luigi Cacciatori

Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

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