Grafologia e Crimini, intervista alla Dottoressa Monica Calderaro

“Il mistero della scrittura è che in essa non c’è alcun mistero”, affermava lo scrittore portoghese e premio Nobel José Saramago. Cosa può rivelare il modo di scrivere di un individuo, quali tratti di personalità è possibile dedurre e che apporto  può dare la grafologia alle attività investigative?

Foto Dottoressa Monica Calderaro
Dottoressa Monica Calderaro

La dottoressa Monica Calderaro, psicografologa, specialista in psicologia applicata alla scrittura e perizie grafiche, esperta in criminologia, docente e tutor del Master in Criminologia, Scienze Investigative e della Sicurezza – CRIMINS –  presso il polo telematico dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, descrive il rapporto che c’è tra uomo e scrittura nonché il contributo che la grafologia può fornire per entrare nella mente dell’autore di un crimine.

Dottoressa, di cosa si occupa la grafologia ed in particolare la grafologia forense?
“La Grafologia abbraccia vari ambiti di applicazione, da quello giudiziario mirato al falso grafico, a quello sul profilo aziendale inerente le attitudini professionali di un soggetto, scolastico come strumento di sostegno nei bambini e negli adolescenti durante il percorso delle scelte esistenziali, nonché nel settore psicologico a livello individuale e/o nelle dinamiche di coppia o criminologico mirato all’evidenziazione di determinati tratti di personalità, per evincere da subito, quali possono essere i cosiddetti ‘segnali di allarme’ da ricercare in un soggetto che si presenta a rischio e quindi se richiesto come test aggiuntivo e di supporto, nelle consulenze tecniche e/o perizie per esempio in tema di omicidio, capacità di intendere e/o di volere, ecc…”.
È sempre possibile dedurre le caratteristiche psicologiche di un individuo attraverso l’analisi della sua grafia?
“Assolutamente si. Considerando La Psicografologia un indicatore efficace della personalità e rappresentando l’impronta grafica dello psichismo individuale, ovvero lo studio dell’individuo a livello intrapsichico ed interpersonale, si presenta un ottimo strumento di supporto nell’accertamento di un profilo personologico, ossia di come un individuo funziona sia a livello individuale che sociale. Ed in questo, il gesto grafico sia nel contenuto che nella firma – tenendo sempre presente lo stato emotivo del momento che una persona sta attraversando – descrive un preciso tratto caratteriale che può essere caratterizzato per esempio da un vissuto narcisistico della personalità con la presenza di un’aggressività mal modulata e che quindi, potrebbe spingere il soggetto a comportamenti di tipo impulsivo e/o diversi altri aspetti e vissuti, che grazie ad un concorso di caratteristiche e segni, conducono il grafologo all’espletamento di un ben preciso profilo psicografologico, che si rivela estremamente utile”.
Potrebbe essere sufficiente l’analisi grafologica per una diagnosi di disturbo mentale?
“Il test psicografologico non è mirato ad espletare la diagnosi di un disturbo mentale in quanto non trattasi di test psicodiagnostico, ma solo di supporto ad altri strumenti mirati per questo, in primo luogo il colloquio clinico e qualora lo necessiti sarà accompagnato da batteria testologica. Generalmente, nell’ambito forense quelli più utilizzati possono essere i test psicodiagnostici, quali per esempio il Rorschach e/o l’MMPI, o altri test mirati a seconda dell’area di interesse sulla quale investigare”.
Grafologia applicata alla Criminologia: quanto può essere di supporto per la costruzione di un profilo e per l’individuazione dell’autore di un crimine?
“Personalmente, già da diversi anni, mi sono occupata sia come attività di studio e di ricerca condotta in vari contesti accademico-scientifici, nonché applicata su diversi casi anche noti alle cronache, di criminologia: da quelli di omicidio, figlicidio, ecc, nell’individuazione di specifici pattern personologici da evincere attraverso la disamina della scrittura che orientano l’esperto verso una determinata caratteristica di personalità atta anche ad accertare uno dei famosi interrogativi che la criminologia si pone trovandosi di fronte alla scena di un crimine, il ‘why, perché’. L’analisi della scrittura quindi, oltre all’evidenziazione di un tratto di personalità, è mirata anche alla rilevazione delle dinamiche a monte sul perché l’autore di un reato ha messo in atto un determinato stile comportamentale che lo ha spinto a commetterlo. Ho analizzato negli anni un folto campione di scritture di vari serial killer, mass murder, family mass murder, stalkers, sex offenders, madri figlicide ecc. Proprio in quest’ultimo caso, ad esempio, lo studio e la ricerca erano mirati a comprendere la dinamica che può innescare l’atto del figlicidio. Su tutte le scritture esaminate, tra i vari elementi, sono emersi fattori di personalità che partono da una immaturità di fondo dove l’età biologica non è compatibile con quella emotivo-affettiva, restando bloccata ad una fase infantile adolescenziale, che inevitabilmente portano una donna a non sentirsi in grado di esercitare il ruolo di madre in quanto ancora ferma al ruolo di figlia, generalmente a causa di un rapporto disfunzionale con le figure genitoriali (spesso la figura materna), con conseguente fallimento del processo di individuazione-separazione scaturito da istanze affettivo-emotive disattese. Se sulla scena di un crimine si trovano una o più scritture, come ad esempio nei casi di omicidio camuffati come suicidio, è importante in queste situazioni non soltanto la ricerca di caratteristiche e segni, ma anche l’analisi di contenuto associando la grafologia alla linguistica forense”.
Quanto i mass media ed in particolare alcune trasmissioni televisive spettacolarizzano la disciplina?
“La ringrazio per questa domanda che mi concede l’occasione di fare chiarezza proprio su questo punto. Spesso si attribuisce alla grafologia un ruolo non di disciplina scientifica accostandola alla chiave di lettura che avviene per mezzo dei tarocchi esercitati dai cosiddetti ‘maghi’. La Grafologia e specialmente quella in ambito clinico e forense non può essere confusa con cose che nulla hanno a che vedere con la disciplina. La letteratura scientifica nazionale ed internazionale hanno da sempre chiarito che l’analisi della scrittura è qualcosa che va decisamente attenzionata e che non può espletarsi nel minuto (se non meno) mediatico di fronte ad uno scritto di una vittima o dell’autore di reato, che si può decidere ed esprimersi su un tratto personologico specifico e che, restando in tema criminologico, necessita del giusto tempo per una panoramica onnicomprensiva a tutto conforto della disciplina stessa e di coloro a cui viene fruita dando informazione piuttosto che disinformazione. Tuttavia, la cosa importante è di distinguere tale disciplina scientifica da altre cose che come detto, non hanno alcuna aderenza con la stessa”.
È possibile prevenire un comportamento deviante da un’analisi grafologica oppure in alcuni casi risulta poco attendibile?
“Certamente è possibile individuare dalla grafia, per mezzo di caratteristiche, ma soprattutto di specifici segni, alcuni ‘segnali di rischio’ che possono spingere un soggetto ad un comportamento deviante ed ha un’alta percentuale di attendibilità. Comunque, quando si parla di prevenzione in tema di devianza o di altri fenomeni in ambito criminologico-clinico e comportamentale, è giusto e doveroso così come detto nei casi di profili diagnostici, inserire l’analisi della scrittura come supporto ad altrettanti strumenti idonei per un approccio multidisplinare, che si rivela essere sempre più spesso la strategia operativa più utile in diversi contesti di applicazione”.
Luigi Cacciatori
Si ringrazia la Dottoressa Monica Calderaro
Intervista pubblicata su InfoOggi.it

Profilo dell'autore

Luigi Cacciatori
Luigi Cacciatori
Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

Luigi Cacciatori

Giornalista pubblicista. Ha una laurea in Economia Aziendale e successivamente ha conseguito una seconda laurea in Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza. Appassionato di Crime e studi sull'omicidio seriale, ha conseguito un master in Criminologia presso l’Università "Sapienza" di Roma. Collabora con la testata giornalistica InfoOggi.it

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